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Tempi per gli accertamenti certi.

  • di Luigi Mondardini

    Un’esigenza sentita da tempo: definire un termine certo per gli accertamenti fiscali

    Uno degli aspetti normativi più attesi e importanti per definire un leale rapporto tra contribuente e Amministra¬zione finanziaria era proprio definire un termine certo per gli accertamenti fiscali che, a seconda delle interpre¬tazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria e dei contribuenti quando si contestavano dei reati tributari anche solo sulla base di presunzioni, poteva subire il cosiddetto raddoppio dei termini. 
     
    La formulazione infelice della norma ha dato adito a un enorme contenzioso che verteva sostanzialmente sulla definizione di un termine certo in cui l’amministrazione poteva ancora agire nei confronti dei contribuenti. 
     
    A tutto questo contenzioso il Governo ha posto fine dando attuazione alla legge delega fiscale e precisando che il raddoppio dei termini di accertamento non opera qualora la denuncia da parte dell’Amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la GdF, sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini di accertamento, ossia il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero del quinto anno in caso di omessa presentazione della dichiarazione. 
     
    Il Governo ha però voluto far salvi gli effetti degli inviti a com¬parire notificati alla data di entrata in vigore del decreto, nonché dei processi verbali di constatazione dei quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro la stessa data, sempre che i relativi atti recanti la pretesa impositiva o sanzionatoria fossero notificati entro il 31 dicembre 2015.
     

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