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Vecchio e nuovo regime dei minimi: quando aprire la partita IVA

  • di Luigi Mondardini

    Chi apre la partita Iva entro il 31 dicembre 2014 può ancora accedere all’attuale “regime dei minimi”.

    Dal 2015 si potrà scegliere tra il nuovo “regime forfettario” e il regime ordinario, che risultano  meno vantaggiosi rispetto all’attuale “regime dei minimi”.

    La legge di stabilità 2015 introduce per le piccole attività un regime di determinazione forfetaria del reddito assoggettato a imposizione sostitutiva e caratterizzato da una significativa  semplificazione degli adempimenti, contabili e fiscali.

    In particolare nel nuovo regime,a differenza degli attuali regimi semplificati, il reddito imponibile si determina in via forfetaria applicando ai ricavi e compensi percepiti nel corso del periodo d'imposta, un coefficiente di redditività differenziato per tipologia di attività svolta.

    Pertanto  non assumono alcuna rilevanza le spese sostenute nello stesso periodo relative all'esercizio dell'attività d'impresa o professionale, dal momento che  le spese sono forfetizzate nella percentuale di redditività.

    Trovato  il reddito, questo viene assoggettato a un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'imposta regionale sulle attività produttive, pari al 15 per cento.

    Se sotto il profilo delle semplificazioni fiscali, il nuovo regime forfettario e l’attuale regime dei minimi si equivalgono, diverso è il trattamento fiscale; mentre l’imposta sostituiva del regime dei minimi è pari al 5%, per il nuovo regime si passa al 15%.

    Viceversa a favore del nuovo regime forfettario si colloca  il regime contributivo agevolato che prevede la possibilità di determinare i contributi previdenziali sulla base del reddito dichiarato, senza dover applicare la normativa sulla contribuzione calcolata sul reddito minimo.

    A determinate condizioni per i contribuenti che accedono al regime forfetario intraprendendo una nuova attività, il reddito, assoggettato all’imposta sostitutiva del 15%, è ridotto di 1/3 per l’anno di inizio attività e per i 2 successivi.

    Per quanto concerne il limite dei ricavi, si passa da un tetto di 30 mila Euro fissato nel regime dei minimi per tutti , a tetti variabili nel nuovo regime forfettario in base all’attività imprenditoriale, artistica o professionale esercitata.

    In considerazione  che l’introduzione del nuovo regime forfetario potrebbe  penalizzare coloro che attualmente adottano il regime dei minimi, viene prevista  una clausola di salvaguardia.

    Essa permette a coloro che alla data del 31.12.2014 adottano il regime dei minimi di poter continuare ad applicarlo fino al momento della cessazione “naturale”, ossia alla fine del quinquennio o al compimento del 35° anno di età.

    Da ciò potrebbe essere conveniente per chi è in procinto di prendere la partita IVA, farlo entro la fine del 2014 optando per l’attuale regime dei minimi,per poter in tal modo godere dell’imposta ridotta al 5% fino alla sua naturale scadenza e cioè per cinque anni o fino al 35° anni di età

     

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