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Tax Espresso
Il punto fiscale del lunedì.
LA NOTIZIA
Utili lasciati nella S.r.l.:
la novità sui contributi INPS.
La Cassazione, con la sentenza n. 25377 del 16 settembre 2026, ha escluso dalla base contributiva del socio lavoratore gli utili accantonati a riserva, non distribuiti e non imputati fiscalmente al socio.
Il principio: il reddito prodotto dalla società non diventa automaticamente reddito personale del socio su cui calcolare i contributi.
Il caso riguardava una socia unica, amministratrice e lavoratrice della S.r.l. L'INPS aveva richiesto contributi anche sugli utili rimasti nella società. La Corte ha respinto il ricorso dell'Istituto: la sola produzione dell'utile, insieme all'attività svolta dalla socia, non bastava a giustificare la richiesta.
Per la Cassazione è decisivo il riferimento della legge ai redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF: va verificato se il reddito sia fiscalmente imputato al socio.
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UN ESEMPIO SEMPLICE
Una S.r.l., senza opzione per la trasparenza fiscale, accantona a riserva 40.000 euro di utili. Un socio lavoratore possiede il 25%. Secondo il principio affermato dalla Corte, i 10.000 euro corrispondenti alla sua quota non entrano automaticamente nella sua base contributiva se quegli utili non sono distribuiti né fiscalmente imputati al socio.
Esempio illustrativo: non rappresenta un calcolo dei contributi dovuti o del risparmio ottenibile.
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