Compensi, rimborsi, disco
la Circolare n. 7/E del 7 agosto 2026 riordina i principali dubbi su compensi e rimborsi, IRAP, IVA, statuti e raccolte fondi. Ecco cosa verificare.
LAVORO SPORTIVO • CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE 7/E
CHI È COINVOLTO
ASD, SSD, lavoratori e volontari sportivi
NUMERI CHIAVE
€ 15.000
€ 400 • € 85.000
STATUTI, RIMBORSI, IRAP E IVA: LE VERIFICHE DA FARE ORA
Il documento risponde a sette quesiti sorti dopo la riforma del lavoro sportivo. Non introduce una nuova disciplina, ma definisce la lettura operativa dell’Agenzia delle Entrate su aspetti che incidono direttamente sulla gestione quotidiana degli enti.
Il punto: non basta rispettare le soglie numeriche. Agevolazioni e non imponibilità richiedono anche statuti coerenti, delibere, autocertificazioni, comunicazioni al RASD e una corretta gestione IVA.
1. COMPENSI SPORTIVI: LA SOGLIA DEI 15.000 EURO VALE PER TUTTI I RAPPORTI
Il limite è annuale e complessivo e si applica indipendentemente dalla forma contrattuale: lavoro subordinato, collaborazione coordinata e continuativa o lavoro autonomo.
L’eventuale eccedenza è tassata secondo le regole proprie del rapporto. All’atto del pagamento, il lavoratore deve rilasciare l’autocertificazione dei compensi sportivi già percepiti nell’anno solare.
2. VOLONTARI: 400 EURO AL MESE, MA IL RIMBORSO VA COSTRUITO CORRETTAMENTE
I rimborsi forfetari possono essere riconosciuti, nel limite complessivo di 400 euro mensili, per attività svolte in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti.
Servono una delibera che individui spese e attività rimborsabili e la comunicazione al RASD entro la fine del mese successivo al trimestre.
I rimborsi entro il limite non formano reddito, ma concorrono al superamento della soglia annua di 15.000 euro; vanno inoltre considerate le somme ricevute da altri enti.
GLI ALTRI CINQUE CHIARIMENTI
3. STATUTI SSD
La non lucratività prevista dal d.lgs. 36/2021 non basta, da sola, per accedere alle agevolazioni dell’art. 148 TUIR e dell’art. 4 del decreto IVA.
Le SSD interessate devono integrare lo statuto con le clausole del comma 8 dell’art. 148, compreso il divieto pieno di distribuzione diretta o indiretta di utili e avanzi.
4. IRAP
I compensi dei co.co.co. sportivi e dei co.co.co. di carattere amministrativo-gestionale, se inferiori a 85.000 euro annui per singolo collaboratore, non concorrono alla base imponibile IRAP dell’ente.
5. IVA SPORTIVA
Le prestazioni strettamente connesse alla pratica dello sport, comprese quelle didattiche e formative, possono essere esenti se rese da organismi senza fine di lucro alle persone che praticano sport o educazione fisica.
La dispensa da fatturazione e registrazione richiede preventiva comunicazione e riguarda soltanto le operazioni esenti.
6. CESSIONE DELL’ATLETA
La cessione del diritto alle prestazioni sportive di un atleta da una ASD o SSD a una società professionistica non è considerata strettamente connessa alla pratica sportiva: è una prestazione di servizi rilevante ai fini IVA.
7. REGIME 398
Per ASD e SSD che applicano la legge 398/1991, i proventi da attività commerciali connesse e da raccolte pubbliche di fondi possono non concorrere al reddito IRES nel rispetto delle condizioni: non più di due eventi all’anno e importo complessivo non superiore a 51.645,69 euro.
COSA FARE :
• Verificare gli statuti delle SSD che intendono applicare le agevolazioni dell’art. 148 TUIR e dell’art. 4 del decreto IVA.
• Acquisire l’autocertificazione del lavoratore sportivo all’atto di ogni pagamento e monitorare il totale annuo complessivo.
• Deliberare preventivamente tipologie di spese e attività ammesse ai rimborsi forfetari dei volontari.
• Programmare le comunicazioni RASD dei nominativi e degli importi entro il mese successivo a ciascun trimestre.
• Separare le operazioni IVA esenti da quelle imponibili e verificare l’eventuale comunicazione preventiva per la dispensa dagli adempimenti.
• Monitorare eventi e proventi agevolati nel regime 398, senza superare i limiti annuali.
IL COMMERCIALISTA CONSIGLIA
CONTARE LE SOGLIE NON BASTA
Il rischio nasce quando statuto, contratto, delibera, autocertificazione, RASD e contabilità raccontano cose diverse.
Conviene effettuare ora un controllo coordinato, prima di nuovi pagamenti o eventi. Lo Studio può verificare la posizione dell’ente e predisporre una checklist operativa personalizzata.