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Prendiamo spunto dalla nuova guida “Il concordato preventivo biennale”, appena disponibile nell’edizione di settembre 2026, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, realizzata in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, per approfondire i vantaggi e gli effetti dell’adesione.
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IL NUOVO APPROFONDIMENTO
Tassazione, rinnovo e ravvedimento
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TERMINE DI ADESIONE
2 novembre 2026
Per i contribuenti con anno solare
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• QUATTRO PUNTI DA CONOSCERE
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1
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Tassazione agevolata sull’incremento
Sul maggior reddito concordato rispetto al 2025, rettificato secondo le regole del CPB, si può scegliere una sostitutiva del 10%, 12% o 15%, in base al punteggio ISA. Le aliquote ridotte valgono fino a 85.000 euro di incremento; sull’eccedenza si applicano il 43% per i soggetti IRPEF o il 24% per i soggetti IRES. La parte restante del reddito segue le regole ordinarie.
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2
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Più benefici per chi rinnova
Per chi passa dal CPB 2024-2025 al 2026-2027, le compensazioni senza visto arrivano a 100.000 euro per l’IVA e 70.000 euro per imposte dirette e IRAP. Sono inoltre previsti termini di accertamento ridotti di due anni, nei casi stabiliti dalla norma, e ordinarie rateazioni delle imposte 2026-2027 senza interessi.
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3
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Ravvedimento speciale 2020-2023
Chi rinnova può valutare anche il ravvedimento delle annualità dal 2020 al 2023, con costi legati ai dati dichiarati e agli ISA. Il minimo è di 1.000 euro per annualità per la sostitutiva sui redditi e sulle addizionali, oltre all’eventuale IRAP. Condizioni e benefici vanno verificati per ogni posizione.
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4
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Valutare anche un possibile calo dell’attività
Se il reddito effettivo cresce, il concordato può generare un risparmio. Se diminuisce, il reddito concordato resta generalmente vincolante. Anche un calo superiore al 30% consente l’uscita solo in presenza delle circostanze eccezionali previste. L’IVA continua a seguire le regole ordinarie.
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