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CONCORDATO 2026-2028

  • di Francesco Mondardini

    Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 dell’Agenzia delle Entrate

    riunisce le regole del Concordato preventivo biennale e chiarisce le novità del 2026.

    Sono indicazioni che incidono concretamente sulla scelta: come correggere gli errori, quanto può aumentare il reddito proposto e quali vantaggi spettano a chi rinnova.

    Per il biennio 2026-2027 è quindi opportuno riesaminare la propria posizione, anche quando si è già aderito al primo concordato. L’accettazione richiede una valutazione dei numeri dell’attività e dei requisiti di accesso.

    TERMINE DI ADESIONE
    2 novembre 2026
    Per i soggetti con esercizio solare

    A CHI INTERESSA
    Imprese e professionisti ISA
    Prima adesione o rinnovo 2024-2025

     

     

    OTTO CHIARIMENTI DA CONOSCERE

    1

    Chi può aderire e quando scade la scelta

    La proposta riguarda imprese e professionisti che applicano gli ISA per il 2025, sia alla prima adesione sia al rinnovo dopo il biennio 2024-2025. Chi è già nel CPB 2025-2026 prosegue il proprio biennio e non può sovrapporvi quello 2026-2027.

    Per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare, l’adesione scade il 2 novembre 2026, poiché il 31 ottobre cade di sabato. Si trasmette con Redditi 2026 oppure autonomamente, con il modello CPB e il frontespizio di Redditi. L’invio autonomo non sostituisce la dichiarazione annuale dei redditi.

     

    2

    Se mancano i requisiti, l’adesione è inefficace

    Dal biennio 2026-2027, se al momento dell’adesione mancano i requisiti di accesso o sussiste una causa di esclusione, l’adesione è considerata priva di effetti fin dall’origine. In questa situazione il contribuente torna alla tassazione ordinaria, senza applicare il meccanismo della decadenza dal concordato.

    È una distinzione rilevante, ma non elimina la verifica preventiva di debiti tributari e contributivi, dichiarazioni, regime fiscale e altre condizioni richieste. L’inefficacia del CPB non regolarizza eventuali violazioni autonome.

     

    3

    Gli errori possono essere corretti salvando il concordato

    Gli errori o le omissioni nei dati dichiarati o utilizzati per formulare la proposta non comportano più, di per sé, la perdita automatica del CPB. Nei casi ammessi si può presentare una dichiarazione integrativa e regolarizzare le violazioni mediante ravvedimento operoso. Il reddito e il valore della produzione concordati vengono rideterminati sui dati corretti.

    La correzione deve rispettare le preclusioni previste dalla legge. Per le violazioni penali e determinate irregolarità ISA, anche la constatazione della violazione o l’avvio di controlli formalmente conosciuti impediscono al ravvedimento di evitare la decadenza. Un’anomalia va quindi segnalata subito allo Studio, prima che intervengano atti o controlli ostativi.

     

    4

    Nuovi limiti agli aumenti della proposta

    I limiti all’incremento del reddito proposto vengono estesi anche ai punteggi ISA più bassi. Il confronto va effettuato con il reddito 2025 rettificato secondo le regole del CPB, non con il fatturato. Anche per chi rinnova, il riferimento è il reddito effettivo 2025, opportunamente rettificato.

    Punteggio ISA 2025

    Incremento massimo

    Pari a 10

    10%

    Da 9 a meno di 10

    15%

    Da 8 a meno di 9

    25%

    Da 6 a meno di 8

    30%

    Inferiore a 6

    35%

    Attenzione all’eccezione: le soglie non si applicano se la proposta così calcolata è inferiore ai valori di riferimento settoriali. I criteri si estendono anche alla proposta IRAP. Le percentuali riportate non sono aliquote d’imposta.

     

    5

    Chi rinnova ottiene benefici più ampi

    Per chi rinnova dopo il CPB 2024-2025 si rafforzano alcuni benefici, rispetto a quelli ordinariamente riconosciuti agli aderenti:

    Beneficio in caso di rinnovo

    Limite annuo

    Compensazione crediti IVA senza visto

    100.000 euro

    Compensazione crediti imposte dirette e IRAP senza visto

    70.000 euro

    Rimborsi IVA senza visto o garanzia

    100.000 euro

    È inoltre prevista l’anticipazione di due anni dei termini di accertamento relativi al reddito d’impresa o di lavoro autonomo e all’IVA. Le agevolazioni vanno applicate rispettando requisiti e decorrenze: la riduzione dei termini non equivale all’esclusione da ogni controllo.

     

    6

    Acconti e rate: due vantaggi da distinguere

    Chi rinnova per il 2026-2027 e calcola gli acconti con il metodo storico non deve applicare le maggiorazioni iniziali del CPB: 10% per le imposte sui redditi e 3% per l’IRAP, calcolate sui rispettivi differenziali positivi. Gli acconti ordinari restano dovuti; per chi aderisce per la prima volta restano applicabili le regole della maggiorazione.

    Per il rinnovo 2026-2027 è inoltre prevista la rateazione senza interessi delle somme dovute a saldo e acconto per le annualità concordate, nell’ambito delle rateazioni consentite e con versamenti alle scadenze previste. Il beneficio non riguarda indistintamente ogni debito fiscale.

     

    7

    Ravvedimento speciale 2020-2023 per chi rinnova

    Chi ha aderito al CPB 2024-2025 e rinnova tempestivamente per il 2026-2027 può valutare anche il ravvedimento speciale delle annualità 2020-2023, eventualmente scegliendo singoli anni. La regolarizzazione avviene mediante imposte sostitutive dei redditi, delle addizionali e dell’IRAP, secondo i criteri e le condizioni previsti.

    Per il 2020 e il 2021 è prevista una riduzione del 30% delle imposte sostitutive. Il versamento in unica soluzione è collocato tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027; è prevista anche la rateazione fino a dieci rate mensili, con interessi legali dal 16 marzo 2027.

    È una valutazione distinta dall’adesione al nuovo biennio: occorre verificare annualità ammesse, costo ed effetti sui controlli. Il solo rinnovo del CPB non regolarizza automaticamente gli anni precedenti.

     

    8

    La convenienza dipende dal reddito atteso

    Il concordato definisce in anticipo il reddito d’impresa o professionale e, quando dovuta, la base IRAP. In linea generale, fatti salvi i componenti da rettificare e le specifiche cause di cessazione, un reddito effettivo maggiore non aumenta la base concordata; un reddito minore non la riduce. Una semplice flessione dell’attività, quindi, non consente da sola di uscire dal patto.

    La scelta deve tenere conto dell’andamento del 2026, delle prospettive 2027, di costi, investimenti e sostenibilità dei versamenti. Contabilità, fatturazione e obblighi IVA continuano a seguire le regole ordinarie. I vantaggi del rinnovo sono un elemento dell’analisi, non una garanzia di risparmio per tutti.

     

     

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