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COMPENSI LAVORATORI AUTONOMI

  • di Francesco Mondardini

    L’imputazione temporale.

    con la presente circolare desideriamo informarti di una rilevante novità in materia di imputazione temporale dei compensi dei lavoratori autonomi, che produce i suoi primi effetti operativi nel passaggio tra il 2025 e il 2026.

     

    La nuova disciplina incide in modo diretto sulla gestione delle fatture a cavallo d’anno, tema da sempre delicato per i professionisti, introducendo una significativa deroga al tradizionale principio di cassa che ha finora governato la determinazione del reddito di lavoro autonomo.

     

    ?? IL NUOVO CRITERIO DI IMPUTAZIONE DEI COMPENSI

    La norma prevede che i compensi percepiti in un periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati corrisposti dal sostituto d’imposta si imputino al periodo in cui sorge l’obbligo di effettuazione della ritenuta.

     

    In termini pratici, ciò comporta che non rileva più esclusivamente la data di incasso, ma assume rilievo determinante la data di pagamento da parte del committente.

     

    Esempio pratico (fatture a cavallo 2025–2026)

    Si pensi al caso di una prestazione professionale resa nel 2025, fatturata nello stesso anno, con pagamento disposto dal committente il 30 dicembre 2025 e incasso effettivo da parte del professionista il 2 gennaio 2026.

    In base alla nuova disciplina, il compenso dovrà essere tassato nel 2025, nonostante l’incasso avvenga nel 2026.

     

    Si tratta di un chiaro superamento del principio di cassa puro, che in passato avrebbe imposto la tassazione nell’anno di effettiva percezione.

     

    ?? IL RUOLO DELLA RITENUTA D'ACCONTO

    La riforma attribuisce un ruolo centrale alla ritenuta d’acconto, che diventa il riferimento temporale per l’imputazione del compenso. In particolare, se la ritenuta è operata dal committente in un determinato periodo d’imposta, il compenso deve essere assoggettato a tassazione nello stesso periodo, anche se l’incasso avviene successivamente.

     

    Di conseguenza, la ritenuta certificata nella Certificazione Unica potrà essere utilizzata in detrazione dall’IRPEF relativa allo stesso anno, evitando i disallineamenti che in passato hanno spesso generato segnalazioni di anomalia da parte dell’Agenzia delle Entrate.

     

    ?? FINALITA' DELLA NORMA E IMPATTI OPERATIVI

    La ratio dell’intervento normativo è quella di allineare la rilevanza fiscale dei compensi tra sostituto d’imposta e professionista, riducendo le incongruenze tra Certificazioni Uniche e dichiarazioni dei redditi e, conseguentemente, il numero di controlli e richieste di chiarimento.

     

    Dal punto di vista operativo, la nuova disciplina richiede ai professionisti una maggiore attenzione al momento del pagamento da parte del committente, nonché un accurato coordinamento tra fatturazione, incassi e dati riportati nelle Certificazioni Uniche, soprattutto nella fase di prima applicazione tra il 2025 e il 2026.

     

    ?? CONCLUSIONI

    Il passaggio tra il 2025 e il 2026 rappresenta la prima concreta applicazione delle nuove regole sulle fatture a cavallo d’anno. 

     

     

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