Dal 2 agosto 2026 il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale.
La normativa non vieta l’utilizzo dell’AI, ma introduce obblighi diversi in base al tipo di sistema utilizzato e al livello di rischio.
Cosa devono fare imprese e professionisti
È opportuno verificare:
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quali strumenti di intelligenza artificiale vengono utilizzati;
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per quali attività e finalità;
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quali dati vengono inseriti nei sistemi;
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chi può utilizzare tali strumenti;
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se i contenuti prodotti dall’AI devono essere segnalati come artificiali o modificati.
Dal 2 agosto diventano applicabili, in particolare, gli obblighi di trasparenza. In determinate situazioni dovrà essere comunicato che l’utente sta interagendo con un sistema di intelligenza artificiale. Anche immagini, audio, video e alcuni testi generati o modificati dall’AI dovranno essere riconoscibili o espressamente segnalati.
Il calendario
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2 agosto 2026: entrano in vigore gli obblighi di trasparenza e iniziano i controlli;
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2 dicembre 2026: diventano applicabili nuovi divieti e termina il periodo transitorio previsto per alcuni sistemi già presenti sul mercato;
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2 dicembre 2027: si applicano le regole sui sistemi ad alto rischio indicati nell’Allegato III;
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2 agosto 2028: si applicano le regole sui sistemi ad alto rischio integrati nei prodotti regolamentati.
Le sanzioni
Le sanzioni massime possono arrivare:
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fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le violazioni più gravi;
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fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato per la violazione degli altri obblighi;
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fino a 7,5 milioni di euro o all’1% del fatturato in caso di informazioni inesatte o fuorvianti fornite alle autorità.
Per le PMI si applica la soglia più bassa tra l’importo fisso e la percentuale del fatturato.
Cosa fare concretamente:
Partire dal censimento, non dalla burocrazia.
Il primo passo consiste nel costruire una fotografia reale degli strumenti utilizzati, delle finalità e dei dati trattati. Solo successivamente sarà possibile valutare gli adempimenti necessari e coordinare gli aspetti legali, informatici, privacy e del lavoro.