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Tessera sanitaria estesa.

  • di Luigi Mondardini

    Fisioterapista, dietista e logopedista e altre categorie.

    Niente sanzioni per chi trasmette in lieve ritardo o con qualche errore i documenti che entreranno nella precompilata

    Confermato per i tecnici della sanità l’obbligo di inviare le fatture 2019 al sistema Tessera sanitaria entro il 31 gennaio; tuttavia l’ingresso nel portale sarà “morbido”.


    Si è  allargato il perimetro dei soggetti che alimentano la dichiarazione precompilata sul fronte detrazioni sanitarie: dopo farmacie, medici, Asl, ospedali entrati già dal 2016.

    Le 16 categorie sanitarie chiamate per la prima volta quest’anno a trasmettere i dati al sistema Ts che alimenta la dichiarazione dei redditi precompilata potranno contare su un atteggiamento più conciliante del Fisco.

    L’elenco delle professioni soggette all’obbligo di comunicazione è contenuto in un decreto di novembre, pubblicato a dicembre nella Gazzetta Ufficiale.

     In tutto si tratta di 19 categorie, tra i professionisti iscritti agli Albi di:

    -tecnico sanitario di laboratorio biomedico; -tecnico audiometrista; tecnico audioprotesista; tecnico ortopedico; dietista;-tecnico di neurofisiopatologia;
    -tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare; igienista dentale;
    -fisioterapista;logopedista;podologo;ortottista e assistente di oftalmologia;terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva; tecnico della riabilitazione psichiatrica;
    terapista occupazionale; educatore professionale;tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro; assistente sanitario;biologi.

    La norma prevede una multa di 100 euro per ogni comunicazione con un massimo di 50mila euro. Tetti ridotti a un terzo (con un massimo di 20mila euro) se la trasmissione dei dati avviene entro 60 giorni dalla scadenza.

     “Relativamente alla trasmissione da effettuare nel primo anno l’Agenzia delle entrate, ha richiamato quanto previsto dall’art. 3, comma 5-ter del D. Lgs. 175/2014”. In pratica la norma consente di non far scattare le sanzioni «nei casi di lieve tardività o di errata trasmissione dei dati stessi, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata».

    Dunque per questo primo anno, il Fisco sarà tollerante verso chi invierà in lieve ritardo rispetto alla data del 31 gennaio e chiuderà un occhio anche su qualche errore.

     

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