>

Stampa registri contabili: entro il 31 gennaio

  • di Luigi Mondardini

    Riguarda i registri relativi al 2017.

    Comprende  il libro degli inventari ed il registro dei beni ammortizzabili, ma non i   registri IVA delle fatture emesse / acquisti. La stampa di tali registri può essere effettuata a seguito di richiesta in caso di verifica.

    Entro il predetto termine i soggetti che adottano la conservazione sostitutiva (elettronica) devono procedere all’archiviazione dei documenti contabili relativi al 2017.

    L’obbligo di stampa delle scritture contabili sui registri non interessa i soggetti che adottano la conservazione sostitutiva, ossia la registrazione delle stesse su supporti informatici.

    In particolare tra i documenti che possono essere conservati elettronicamente rientrano il libro giornale, i registri IVA, i mastrini, il registro dei beni ammortizzabili e le scritture ausiliarie di magazzino.

    La modalità di conservazione utilizzata (cartacea / elettronica) va evidenziata nello specifico rigo “Conservazione dei documenti rilevanti ai fini tributari” del quadro RS del mod. REDDITI.

    Si rammenta che, ai sensi dell’art. 2, comma 2, DM 17.6.2014, i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono presentare le seguenti caratteristiche:

    • immodificabilità,  integrità,  autenticità ,  leggibilità.

    Il processo di conservazione sostitutiva dei documenti informatici inizia con la memorizzazione e si conclude con l’apposizione della  firma digitale e della  marca temporale.

    Per i soggetti  con esercizio coincidente con l’anno solare, la conservazione sostitutiva dei documenti relativi al 2017 va effettuata entro il 31.1.2019.

    In caso di accesso / ispezione / verifica, sia i documenti informatici sia quelli analogici conservati su supporto informatico devono essere resi leggibili e, a richiesta dell’Amministrazione finanziaria, disponibili su carta o su supporto informatico presso la sede del contribuente / luogo di conservazione delle scritture contabili.

    Relativamente al libro giornale / libro degli inventari l'imposta di bollo va assolta ancorché lo stesso sia tenuto su supporti informatici.

    Il  versamento dell’imposta di bollo va effettuato relativamente ai registri “utilizzati durante l’anno”.

    L’imposta (€ 16 / € 32)  è dovuta ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse, va  versata in unica soluzione, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (30.4 ovvero 29.4 in caso di anno bisestile), mediante mod. F24, utilizzando il codice tributo “2501” e riportando, quale anno di riferimento, l’anno per il quale è effettuato il pagamento (2017 per i registri riferiti a tale anno).

    Il mancato pagamento dell’imposta di bollo può essere regolarizzato mediante il ravvedimento.

     

     

Ti potrebbe anche interessare:

    Novità flash

    martedì 28 gennaio 2020 ISTAT dicembre 2019lunedì 12 agosto 2019 Istat luglio 2019martedì 23 aprile 2019 Istat marzo 2019martedì 19 marzo 2019 Variazione ISTAT febbraio 2019Vai all'archivio

    Quesito del giorno

    Link