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Stabilità: per le violazioni penali cambia il termine di accertamento

  • di Luigi Mondardini

    Si allungano i termini ordinari di accertamento e salta il raddoppio.

    Un emendamento al disegno di legge di stabilità modifica  la disciplina dei termini di decadenza dal potere di accertamento:
    - per le violazioni penali rientranti nel DLgs. 74/2000, da  un lato, il raddoppio viene meno,  dall’altro, i termini normali vengono ampliati di uno o di due anni, a seconda del fatto che si tratti di dichiarazione presentata o di dichiarazione omessa.
     
    I nuovi artt. 43 del DPR 600/73 e 57 del DPR 633/72 stabiliscono che l’avviso di accertamento sarà notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, settimo anno successivo se si è in presenza di dichiarazione omessa o nulla.
     
    Quanto alla decorrenza, si evidenzia che il raddoppio per violazioni penali non viene cancellato con effetto immediato.
     
    La nuova disciplina trova applicazione dagli avvisi di accertamento relativi al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 e a quelli successivi; pertanto  i nuovi termini opereranno a partire dagli accertamenti sul modello UNICO e sulle dichiarazioni IVA e IRAP 2017.
     
    Sino agli accertamenti sull’anno 2015 (modello UNICO e dichiarazione IVA/IRAP 2016), continua ad operare il raddoppio dei termini per violazioni penali, a condizione che la denuncia sia presentata entro il termine di scadenza ordinario per l’accertamento.
     
    Rimane così fermo quanto appena introdotto dal DLgs. 128/2015, per evitare gli effetti della sentenza n. 247/2011 della Corte Costituzionale, secondo cui, quand’anche la denuncia fosse stata trasmessa a termini decaduti, il raddoppio comunque avrebbe potuto operare.
     

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