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Regime forfettario: alcuni chiarimenti

  • di Luigi Mondardini

    La causa ostativa dei 30.000 Euro annui.

    Sono fuori dal regime agevolato già dal 2020 ( e non dal 2021) coloro che nel 2019 hanno percepito redditi di lavoro dipendente superiori a Euro 30.000.

    Finalmente è stata fornita la risposta ufficiale in merito alla decorrenza della causa ostativa per l’accesso al regime forfettario e relativa al nuovo limite di 30.000 euro per i redditi di lavoro dipendente percepiti nell’anno precedente.
    La tardiva  risposta ufficiale è stata fornita solo il 5 febbraio 2020.

     

    Dunque coloro che  abbiano percepito nel 2019 un reddito di lavoro dipendente o assimilato superiore a 30.000 euro non sono ammessi al regime forfettario nel 2020 e, dunque, avrebbero dovuto assoggettare a tassazione ordinaria già le operazioni poste in essere a partire dal 1° gennaio scorso.

     
    A parere di molti tale interpretazione della norma  violerebbe i principi sanciti nello Statuto del Contribuente che fissa in 60 giorni il limite di tempo che deve intercorrere tra l'approvazione delle modifiche in materia fiscale e la loro applicazione.

     

    Ora è necessario capire  come porre rimedio per chi abbia scelto di applicare comunque il regime agevolato in attesa di una risposta ufficiale.

     

    In particolare è necessario comprendere se i 60 giorni di cui allo Statuto potranno essere invocati per adeguarsi al chiarimento fornito.

     

    Infatti, il contribuente tenuto ad applicare il regime ordinario dal 2020 dovrà  correggere le fatture già emesse, in una delle due modalità possibili:

     

    1. emettendo  una nota di debito in aumento con addebito dell’IVA a titolo di rivalsa ed applicando l’eventuale ritenuta d’acconto se dovuta;
    2. oppure inviando una nota di credito a storno totale della fattura originaria e quindi emettendo la fattura corretta, con addebito dell’IVA e applicazione della ritenuta d’acconto se dovuta.


    Ovviamente si dovranno  istituire il registro degli acquisti e delle fatture ed  effettuare le registrazioni; si ricorda che le fatture di acquisto ricevute dovranno essere conservate, ma non più numerate.

    Occorre poi attivarsi per essere operativi per quanto attiene all’emissione della fattura “elettronica”.

     
    Si attende quindi dal MEF di sapere se i contribuenti avranno tempo fino a fine febbraio per adempiere ai suddetti obblighi senza incorrere in sanzioni per le operazioni già poste in essere in regime agevolato dall’01.01.2020 in luogo di quello ordinario .

     

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