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Immobili commerciali e cedolare secca

  • di Luigi Mondardini

    Lo prevede la Legge di stabilità 2019.

    Viene estesa la cedolare secca al 21% anche per i canoni di locazione relativi alle  locazioni degli immobili commerciali, rispetto al regime ordinario IRPEF.

    In generale, i contratti di locazioni di immobili commerciali per essere agevolabili devono soddisfare i seguenti requisiti: 

    • essere stipulati nell'anno 2019,
    • con oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1,
    • superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze e relative pertinenze locate congiuntamente.

    Ecco il testo della norma:  Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell'anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l'aliquota del 21 per cento.

    Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell'anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

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